L'abitudine del mattino: passeggiata, idratazione e costanza
La salute della seconda maturità non si costruisce con sforzi titanici occasionali, ma con l'armonia di gesti ripetuti all'alba ogni singolo giorno.
Per decenni il mio risveglio è stato un rito frettoloso: giù dal letto, caffè bollente al bancone e subito immerso negli impegni della bottega. Non bevevo un goccio d'acqua fino a mezzogiorno e consideravo l'attività fisica un lusso per chi aveva tempo da perdere.
Oggi la mia sveglia suona mezz'ora prima. La prima cosa che faccio è bere due bicchieri colmi di acqua a temperatura ambiente. Durante la notte il nostro corpo perde liquidi attraverso la respirazione e la traspirazione cutanea; reidratare i tessuti al risveglio attiva immediatamente i reni, favorisce il ricambio fisiologico dei fluidi e decongestiona il bacino.
Il valore dei venti minuti a piedi
Subito dopo l'acqua indosso un paio di scarpe comode e cammino per venti minuti. Non corsa, non sforzi affannosi: un passo ritmato, costante e fluido.
La camminata dolce stimola il ritorno venoso e la motilità del pavimento pelvico, una zona che in noi uomini che passiamo molte ore in piedi o seduti tende a irrigidirsi e a trattenere tensioni. Al rientro, quando faccio colazione, assumo le mie 2 capsule di Virello Seren. Quella combinazione di movimento, idratazione e fitocomplessi botanici è diventata la mia ancora di equilibrio quotidiano.
«Non aspettare che il corpo protesti a voce alta. Dagli retta finché parla a bassa voce.»